Qualità al giusto prezzo: così Xiaomi vuole rivoluzionare l’industria

Lei Jun, CEO Xiaomi, ha fatto un importante annuncio ieri, durante la presentazione del nuovo Mi6X: il dirigente ha infatti assicurato che i ricavi dell’azienda, al netto delle tasse, derivanti dalla vendita dei propri prodotti hardware non supereranno mai il 5%. Una scommessa con cui provare a dare una scossa all’intero panorama.

Un margine di profitto definito

Perchè lo facciamo? Perchè siamo Xiaomi

Il CEO Xiaomi Lei Jun ha promesso, dopo aver ottenuto l’approvazione da parte del consiglio di amministrazione dell’azienda, che d’ora in poi il settore hardware, che comprende smartphone, IoT e prodotti, non frutterà a Xiaomi profitti superiori al 5% annuo, al netto delle tasse. E se la soglia dovesse essere superata, l’azienda troverà il modo di restituire l’eccesso all’utenza.

Un’iniziativa volta a consolidare ancor di più il legame tra il produttore e gli utenti, ma anche necessaria a sottolineare la differenza tra Xiaomi e un’azienda tradizionale.

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La sfida alla concorrenza

Lei Jun ricorda come Xiaomi abbia creato un modello di business triplice, che include hardware, servizi internet e vendita. Non solo, dunque, prodotti di qualità a prezzi di costo, ma anche vendita attraverso canali diretti online e offline e supporto tramite numerosi servizi internet. Un modello messo a dura prova più volte, ricorda, ma che si è dimostrato valido.

Xiaomi, afferma Lei Jun, è stata fondata con l’idea di rivoluzionare l’industria, e lo ha fatto proponendo prodotti di qualità a prezzi in precedenza impensabili, oltre a renderli disponibili a una gran quantità di persone in un breve periodo di tempo.

”Prodotti di qualità a prezzo onesto” non è una frase fatta, nè una dichiarazione autocelebrativa. Per portare avanti la nostra missione, abbiamo bisogno di sincerità e della determinazione di frenare l’ingordigia.

Due concetti inscindibili e alla base della filosofia Xiaomi: ed è proprio su questo punto che si apre la sfida alla concorrenza. Che si tratti di automotive o di industria del PC, le grandi aziende che hanno cambiato il mondo, afferma Lei Jun, hanno sempre puntato a rendere disponibili alle masse i propri prodotti, abbassando i prezzi. Ed è proprio quello che Xiaomi si è proposta di fare in Cina, elevando gli standard di qualità dell’intero settore, e che ora punta a fare a livello mondiale, sfidando i colossi già in campo.

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Il futuro

Non solo smartphone: il modello di business Xiaomi è stato replicato in oltre 100 prodotti dell’ecosistema Mi, aiutando a costruire uno stile di vita ”smart” e la più grande piattaforma smart home al mondo. 

In futuro, l’azienda promette di porre al primo posto la fruibilità dei propri prodotti, contenendo prezzi e profitti, e puntando sul fatto che questo sarà un trend a cui tutti gli altri dovranno necessariamente adeguarsi.

Al momento, Xiaomi guadagna oltre 100 miliardi di Yuan all’anno, contando su circa 20mila dipendenti. Numeri che potrebbero migliorare, ma che il limite autoimposto del 5% contribuirà a tenere ancorati agli ideali e allo spirito dei fondatori.

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